di Dario Amadori
Matt Buckner (interpretato da Elijah Wood, il protagonista del Signore degli Anelli) è uno studente dell’università di Harvard, che a due mesi dalla laurea in giornalismo viene espulso, perché viene trovata della cocaina tra le
sue cose. Il vero proprietario della droga è il suo compagno di stanza, che però lo paga profumatamente per tenere la bocca chiusa. Così Matt è costretto ad andarsene, e si sposta a Londra per salutare la sorella, che nel frattempo si è sposata ed ha un figlio piccolo. Qui conosce Pete Dunham, cognato di sua sorella nonché leader degli hooligan del West Ham United, chiamati GSE (Green Street Elite). Pete lo porta con sé a vedere una partita allo stadio, che finisce con una rissa tra gli hooligan della squadra avversaria e i GSE, che ne escono vincitori. Matt, dopo aver partecipato allo scontro, entra nel gruppo, ed inizia ad amare la violenza di quella vita che lo distrae dal mondo in cui ha sempre vissuto, un mondo pieno di insicurezze e incertezze. Viene accolto benevolmente, e viene soprannominato Yankee; l’unico a serbare rancore nei sui confronti è Bower, il braccio destro di Pete. Matt riesce però a ad avere l’approvazione del vice con un’idea geniale che permette al gruppo di prendere di sorpresa gli hooligan di un’altra squadra che hanno sempre odiato. A sconvolgere la routine di Matt è la visita del padre, che lo porta ad un pranzo al Times. Purtroppo il ragazzo viene visto entrare nell’immenso palazzo del giornale di Londra da un membro del GSE, che fraintende questa vicenda: egli riferisce tutto a Bower che si convince che lo Yankee sia un giornalista, “specie” odiata da tutti gli hooligan. Mentre Matt cerca di spiegare a Pete come sono andate in realtà le cose, Bower va da Tommy Hatcher, leader degli hooligan di MillWall, nemici giurati del GSE, e gli dice che lo Yankee è in realtà un giornalista del Times e gli chiede di fare irruzione nel pub di ritrovo degli hooligan di West Ham United e di liberarsi di Matt. Per convincere Tommy ad agire, Bower gli rivela che nel pub c’è anche Steve Dunham (fratello di Pete e cognato di Matt), che quando capeggiava il GSE veniva chiamato “the Major”, con cui Hatcher ha un grosso conto in sospeso: durante una violenta rissa tra i MillWall e i West Ham United aveva perso la vita il figlio dodicenne di Tommy. Scoppia quindi all’interno del pub dei GSE un sanguinoso scontro in cui Hatcher colpisce al collo The Major che viene portato in ospedale da Pete, Matt e Bower e che riesce a cavarsela nonostante abbia perso molto sangue. Questa forte tensione si esaurisce con un’ultima rissa tra le due gang: la più dura e la più sanguinosa, di cui non vi racconterò la conclusione. Potet
e dire che è un film crudo, potete dire che stravolge la realtà facendola sembrare ancora più violenta di quanto già non sia, ma il mio giudizio rimane comunque positivo: la storia è avvincente e, oltre a ritrarre uno spaccato di società londinese, la pellicola vuole trasmettere il concetto che alcune cose non si imparano neanche nelle migliori università, ma sul campo di battaglia (che non deve essere per forza uno scontro a calci e pugni). L’unica cosa che non mi piace di questo film è che trasmette uno strano concetto di violenza: questa sembra quasi essere considerata come un’emozione che ti fortifica e completa, ed io credo che questo sia un messaggio completamente sbagliato.
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