Quando le parole non servono

31 01 2010

Nascita di un’immagine umoristica, Dott. Dalponte

di Lisa Caresia, Martina Sevegnani e Francesca Nava

Liceo Prati, ore otto e dieci. Un’aula semivuota o meglio, con soli quattro o cinque occupanti [relatori compresi]. E’ questo che troviamo ad accoglierci appena entrati nella classe in cui si era riunito l’esiguo gruppo sulla nascita dell’immagine umoristica.

Nonostante la scarsa affluenza, non ci siamo demoralizzate e abbiamo seguito per quasi tre ore un interessantissimo dibattito tenuto dal dottor Paolo Dalponte, noto pittore e umorista, che segue la corrente surrealista.

Scrivono di lui: Una grafica umoristica del tutto singolare data dall’insolito connubio tra la carica ironica dell’immagine e la perizia del disegno [la redazione di Smemoranda].

Per prima cosa il relatore ci ha detto che, fattori culturali e diversi modi di vivere condizionano il modo di “fare arte” di ognuno. Ci ha poi illustrato la sua idea di immagine umoristica, mettendola a confronto con la definizione che ogni Paese ha di “ caricatura ”.

La differenza tra i due termini è che la prima significa trasporre sulla carta qualcosa che, usando una metafora, dia un significato completamente diverso, la seconda invece, in Italia, è l’accentuare un difetto a scopo umoristico. In altri paesi, come quelli dell’Est, le due definizioni si fondono, in modo che dire “ caricatura ” in Russia, equivale al concetto di immagine umoristica di noi Europei.

Successivamente ci ha mostrato alcune delle vignette umoristiche di sua invenzione e ci ha spiegato i meccanismi più comuni utilizzati per la loro realizzazione. Uno di questi è, come abbiamo citato prima, la metafora, ovvero utilizzare un concetto per esprimerne un altro. La cosa ci è apparsa più chiara quando abbiamo visto la vignetta di quattro sedie racchiuse in un foro praticato in un tavolo; questo stava a rappresentare un ambiente familiare che dà sì sicurezza, ma anche il senso di soffocamento e la voglia di fuga che provano molti giovani.

Un’altra tecnica che lui utilizza molto spesso nelle sue vignette, è il rimpicciolimento di un oggetto rispetto ad un altro. Per questo motivo nelle sue vignette l’oggetto più grande è quello a cui lui ha voluto dare significato e importanza maggiori.

Utilizza infine l’ossimoro, ovvero l’accostamento di due concetti completamente opposti, come si può notare nella vignetta qui affianco.

Essa infatti è intitolata “ La legge è uguale per tutti ”, ma i numeri indicati dai dadi sono differenti, ad indicare che, purtroppo, non sempre è così.

Durante il suo discorso il dott. Dalponte si è mostrato molto attento a vari problemi sociali. Per esempio ha espresso il suo dissenso all’uso eccessivo dei cellulari, al fumo, alla svalutazione della lettura, della scrittura manuale e della lingua stessa da parte dei giovani, a questa società sempre più sottomessa al potere dei soldi. Nelle sue vignette esprime quindi anche una sorta di denuncia che, pur essendo muta, colpisce molto di più di quanto potrebbero fare molte parole.

-Ricerca di forme di energia alternativa.


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3 risposte

2 02 2010
Francesca

il cognome della marty..

26 02 2010
Marti_

Silviooo !
il mio cognome si scrive con due E >,<
SevEgnani u.u

12 03 2010
praticantationline

L’ho fatto ancora?? Scusa!!! Rimedio subito!!! :)

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