Commento del film “Train de vie”

29 01 2010

di Dario Goxho

Nonostante la costante presenza dell’umorismo, questo film può venir considerato come drammatico; i temi infatti sono molto crudi e duri. Il regista ha affermato di averlo realizzato in chiave principalmente comica perché “Se Hitler fosse vivo e vedesse tutti i programmi tv cupi e noiosi sulla Shoah e sentisse tutti i pianti e i lamenti degli ebrei sarebbe felice. L’unica cosa con la quale possiamo umiliare i gerarchi nazisti, che sono ancora vivi in Sudamerica, e farli imbestialire, è mostrar loro che siamo vivi, che non ci hanno distrutti, che il nostro umorismo non è stato cancellato dalle loro barbarie”. Tuttavia, non bisogna pensare in alcun modo che questo sia un film da vedere con leggerezza.

Il  viaggio dei protagonisti potrà anche essere andato a buon fine, ma moltissimi altri ebrei sono stati catturati e deportati in un campo di concentramento senza avere nessuna colpa. La fine della pellicola è tristemente inaspettata ed è la scena che ha definitivamente catalogato il film come drammatico. A mio parere, “Train de Vie” spiega la situazione presente nell’Europa dell’Est durante la Seconda Guerra Mondiale in un modo completamente diverso rispetto alle altre centinaia di pellicole che trattano dell’Olocausto.


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